Identità digitale in Italia: a che punto siamo

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L’identità digitale del cittadino nel nostro paese è gestita ancora in modo destrutturato.

I due principali strumenti per la gestione certificata dell’identita digitale sono la CIE, la Carta d’identità elettronica, e lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), utilizzato per accedere ai siti della Pubblica Amministrazione. 

Approfondiamo.

SPID e CIE: l’identità digitale certificata durante il Covid

Durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, essendo consentito esclusivamente l’accesso da remoto a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione, l’identità digitale certificata del cittadino è diventata un elemento fondamentale

In seguito alle misure di contenimento dei contagi, quindi, le pratiche di digital on-

boarding attraverso SPID o CIE si sono diffuse in pochissimo tempo. Una moltitudine di servizi importanti è stata digitalizzata per garantire continuità operativa e assistenza.
Pertanto i cittadini si sono dotati in massa di identità digitale con SPID o CIE per gestire incombenze un tempo effettuate di persona (richiesta certificati, ricette mediche, adempimenti fiscali, servizi INPS, etc.) ed il sistema è stato talmente gradito che molti di questi servizi digitali (per esempio la ricetta elettronica per le medicine, istituita in regime di emergenza solo per il Covid) sono stati prorogati anche dopo la fine delle restrizioni per la Pandemia.

Diffusione e caratteristiche di SPID e CIE

La crescita di consenso relativa all’identità digitale negli ultimi tre anni è effettivamente impressionante e va al di là delle necessità peculiari del periodo pandemico: a fronte di circa 8 milioni di possessori di SPID agli inizi del 2020, siamo passati agli oltre 33 milioni di italiani con SPID, ed ai 31 milioni in possesso di CIE della fine del 2022.

SPID

Nello specifico, lo SPID è l’identità digitale certificata più utilizzata e conosciuta in Italia, gestita dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), che consente ai cittadini di accedere a servizi online di oltre 8.000 PA e di alcune aziende private che lo hanno adottato. 

Oltre un maggiorenne su due possiede oggi lo SPID, anche se con differenze sostanziali tra le diverse fasce d’età. Il suo effettivo impiego è estesissimo: nel corso del 2022 si è superato il miliardo di accessi, con una crescita del 78% rispetto all’anno precedente.

SPID può essere rilasciato da dieci gestori di identità digitale, chiamati Identity Provider (IdP) accreditati da AgID, quali TeamSystem, Tim, Register, Sielte, Poste, Namirial, Lepida, InfoCert, Aruba ed Etna.

CIE

La CIE o Carta d’Identità Elettronica è l’evoluzione della tradizionale carta di identità cartacea, rilasciata dagli uffici preposti del proprio Comune di residenza.

La tessera contiene, oltre ai dati anagrafici del cittadino, ulteriori informazioni utili per la fruizione di servizi a valore aggiunto in Italia e in Europa. 

È abbinata a un codice PIN fornito al momento del rilascio della carta fisica, utilizzabile per l’accesso a servizi online con elevato livello di criticità.

La lettura della carta rimane macchinosa: per accedere da pc è necessario essere in possesso di un lettore di carte elettroniche e caricare il software CIE, o in alternativa dell’app CieID, disponibile nei principali store digitali a partire da aprile 2020, in combinazione con uno smartphone dotato di NFC.

In merito alla sicurezza digitale, la CIE ha di default un livello di garanzia (LoA: Level of Assurance) massimo, che corrisponde al livello 3 definito dal regolamento eIDAS, il quale consente l’accesso a servizi critici, come l’apertura di un conto corrente e la firma di contratti.

SPID, invece, è al momento principalmente usato come sistema di livello 2, abilitando l’accesso a servizi con criticità minori. Vi è anche la possibilità di attivare SPID di livello 3 per servizi più critici, offerta però solo da alcuni dei provider di identità digitale.

Identità digitale in Italia: SPID a rischio stop

In attesa dell’European Digital Identity Wallet, il progetto di identità digitale comune europea ancora in fase di analisi, vediamo cosa sta succedendo in Italia.

Il cambio di legislatura nel 2022 ha portato ad uno scontro tra il Governo e gli Identity Provider in merito ai fondi per la gestione dello SPID: le aziende che gestiscono l’identità digitale in Italia hanno minacciato di tagliare il servizio, in scadenza ad aprile 2023, se non ci fosse stato un adeguamento dei canoni loro corrisposti, quantificato in 50 milioni di euro. 

Tale richiesta sarebbe giustificata della crescita enorme, di cui abbiamo parlato, del numero delle identità SPID che i provider si sono trovati a gestire. 

Lo SPID resta nel 2023, ma il futuro è della CIE

Il rischio di perdere tutte le identità SPID da un giorno all’altro ha ovviamente portato le parti ad accordarsi, ed i fondi per la proroga dell’utilizzo dello SPID sono stati reperiti dal PNRR.

Grazie a queste risorse, lo SPID resterà operativo nel 2023 e per tutto il 2024, nel quadro di un progetto di razionalizzazione del sistema di identità digitale ancora non meglio specificato.

Come ribadito in più occasioni, l’Esecutivo attuale resta comunque dell’idea di spegnere lo SPID, sostituendolo con i servizi della Carta d’Identità Elettronica.

La preferenza per la CIE è determinata da alcuni fattori:

  • La CIE è collegata alla carta d’identità, un documento in possesso di tutti i cittadini italiani;
  • Ha standard di sicurezza più alti dello SPID ed è gestita da Enti statali o parastatali e non dai privati;
  • Diventerà più semplice da usare, per essere uno strumento più competitivo. Vale a dire che, proprio come per lo SPID, per i livelli 1 e 2 non sarà necessario avere la tessera fisica, né avere un lettore di smart card per il pc o avere uno smartphone con tecnologia NFC;
  • Lato economics, i costi della Carta d’Identità Elettronica sono a carico dei cittadini (costa 20 euro), mentre per lo SPID lo Stato deve attualmente pagare (molto) i diversi Identity Provider.

Vedremo come evolve.

Questo articolo è stato scritto da:
Francesca Cappabianca
Francesca Cappabianca

Innovation Content Specialist

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