Intelligenza artificiale generativa: il punto della situazione

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L’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa, nella seconda parte del 2023, è ormai irresistibile: a meno di un anno dal lancio della prima versione pubblica gratuita di ChatGPT negli USA, oggi troviamo innumerevoli aziende leader nel mercato dell’innovazione digitale che hanno iniziato ad applicarla in moltissimi settori della vita comune. 
Si è discusso e si discute ancora di privacy (come dimenticare la mossa del Garante italiano, che ha bloccato per alcuni mesi la fruizione di ChatGPT effettuando una sensibilizzazione sul tema per la prima volta al mondo), di regolamenti per un uso etico e sicuro (lAI Act europeo prosegue il suo cammino per diventare legge), ma anche di quali saranno i lavori (umani) che scompariranno quando l’AI avrà raggiunto le sue piene potenzialità (tema molto sentito negli USA, dove Goldman Sachs, ripreso dal Financial Times, ha stimato la perdita di 300 milioni di posti di lavoro nel mondo).

Intanto, ha debuttato il secondo grande player di settore, Bard, l’AI generativa di Google, da qualche settimana disponibile anche in Italia.

Facciamo il punto.

Bard, l’intelligenza artificiale generativa di Google, vs Chat GPT

Google ha quindi rilasciato anche in Italia Bard, l’interfaccia che consente di utilizzare il modello LLM chiamato PaLM-2 che usa 340 miliardi di parametri (contro i 175 miliardi del modello GPT-3.5).

Ovviamente sono stati fatti subito moltissimi test di confronto con ChatGPT, sia versione 3.5 che 4 (quella in abbonamento) ed in rete sono disponibili molti articoli, più o meno tecnici. 

Qui ci limiteremo a ricordare alcuni elementi di base, sospendendo il giudizio a causa dell’impossibilità di effettuare un reale benchmark, dovendosi limitare solo al fact-checking.

La base di conoscenza

Chat GPT continua a riferire che le sue informazioni si fermano a settembre del 2021, mentre Google Bard afferma di essere aggiornato ad oggi (forse).

Pensiero critico

Se interrogati su questioni etiche (un generico “Cosa ne pensi della pena di morte”), entrambi i modelli specificano che non hanno sentimenti, coscienza o opinioni personali, inclusi pensieri sulla pena di morte, ma possono fornire solo informazioni imparziali basate sui fatti.

Qualità del testo e capacità di comprendere il prompt

Qui ChatGPT è ancora decisamente avanti a Bard. Il prompt usato è stato per entrambi:

“Sei una maestra d’asilo. Spiega ai tuoi alunni come nascono i bambini”.

Ecco le due risposte.

ChatGPT

Google Bard

Mentre GPT4 crea praticamente una fiaba, nel caso di Bard, il prompt non viene interamente compreso e non influenza il registro verbale, che rimane del tutto inadatto per i bambini in età da asilo.

Nel frattempo Apple…

Il 19 luglio 2023 Mark Gurman di Bloomberg ha rivelato che Apple sta testando un proprio modello di Intelligenza artificiale generativa, chiamato provvisoriamente dagli sviluppatori Apple GPT. 

La società di Cupertino avrebbe creato un framework (Ajax) per modelli di linguaggio di grandi dimensioni come ChatGPT, Bing di Microsoft e Bard di Google, creando un proprio chatbot, per ora ad uso interno

Per lo sviluppo di Ajax, Apple si è basata sul framework di machine learning Jax di Google, eseguito su Google Cloud. 

Al momento, però, sempre secondo Gurman, sembra che Apple non abbia ancora una strategia chiara riguardo alla creazione di un prodotto destinato ai consumatori.

Intelligenza artificiale generativa, privacy e codice etico

Anche su questo fronte ci sono novità importanti. Mentre l’Unione europea lavora alacremente all’AI Act, negli States si tenta di regolamentare il settore con un approccio ancora flessibile e leggero, che non può prescindere dal coinvolgimento delle (potentissime) aziende produttrici.

Il 21 luglio 2023, sette aziende leader nel campo dell’intelligenza artificiale hanno fornito garanzie alla Casa Bianca sulle intenzioni di sviluppare l’IA in modo responsabile. 

Nello specifico, Amazon, Anthropic, Google, Inflection, Meta, Microsoft e OpenAI,  hanno promesso al presidente Joe Biden che prenderanno tutte le precauzioni necessarie per sviluppare prodotti AI  privi di rischi per la sicurezza informatica, la biosicurezza e la sicurezza della società.

Inoltre 4 di esse, Anthropic, Google, Microsoft e OpenAI hanno deciso di creare il Frontier Model Forum, un organo per il controllo dei modelli di machine learning di frontiera, dotati cioè di capacità superiori ai modelli più avanzati attualmente disponibili
Da molti è stata notata l’assenza di Apple, sia all’incontro che alla successiva creazione del Forum.

Ed anche la Cina…

Lo scorso aprile 2023 è stata pubblicata la bozza preliminare di regolamento cinese sull’intelligenza artificiale generativa, la prima iniziativa elaborata in materia per tentare di orientare il processo evolutivo dell’intelligenza artificiale generativa in Cina attraverso un approccio normativo rigido e centralizzato, che esprima la visione strategica cinese. 

L’obiettivo perseguito da Xi Jinping, già formalizzato nel 2017,

è quello di raggiungere la leadership tecnologica mondiale, senza correre il rischio di indebolire la stabilità interna del governo.

Del resto, con una popolazione di 1.4 milioni di abitanti/consumatori, la Cina ha il più grande mercato interno in tutto il mondo. E già potrebbe bastare solo questo. 

Per poterne comprendere la vastità del volume e la sua rapida evoluzione basta considerare l’enorme quantità di banche dati a disposizione delle aziende cinesi.

Prendiamo come esempio Didi, la più grande azienda di ride-sharing a livello mondiale. L’azienda, secondo il CEO Liu Qing, elabora più di 70TB di dati, con 9 miliardi di percorsi pianificati al giorno e 1.000 richieste di auto al secondo. 

È evidente, quindi, il posto di top priority che detiene lo sviluppo dell’intelligenza artificiale già solo nel mercato interno. Uno strumento rivoluzionario, specialmente se utilizzato per portare a compimento gli obiettivi politici e sociali fondamentali per la leadership cinese.

Questo articolo è stato scritto da:
Francesca Cappabianca
Francesca Cappabianca

Innovation Content Specialist

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